La mia TOP TEN.

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Ah, le liste.
Non so cosa si nasconda di così perverso dietro questa mia smisurata passione per le liste, questa smania di catalogazione, di ordinare le cose da 10 a 0. Di metterle sul podio, di capirle attraverso un ordine ben preciso, il mio.
O il vostro, se ve lo domando:

La top ten dei tuoi film preferiti?
I migliori giocatori di basket di tutti i tempi?” – mio fratello ormai, c’ha fatto il callo
Se dovessi scegliere i 3 posti che ti sono piaciuti di più?

Chissà perché poi, una che con i numeri non c’è mai andata troppo d’accordo, gode alla sola idea.
E allora questo pomeriggio va così, va che mi regalo questo momento di piacere, tutto mio.

La TOP TEN delle cose alle quali mai vorrei rinunciare.

1. L’adrenalina che ti regala quella scritta in stampatello “RIEPOLOGO DELLA SUA PRENOTAZIONE“.
Non c’ho mai creduto troppo a quella storia lì dell’attesa del piacere che è essa stessa il piacere, ma prenotare un volo non vuol dire solo attendere.
Vuol dire viaggiare con i racconti degli altri, fare il count down, fantasticare con le tue aspettative e aver voglia di disattenderle almeno un po’.
Vuol dire “stavolta la valigia la preparo bene, seguo dei criteri, mi ricordo lo spazzolino da denti” e trovarsi la sera prima a buttarci dentro un po’ di armadio e appena arrivati passare al supermarket del Bangla per comprare uno spazzolino scadente e pagarlo come una pulizia dei denti.

2. Progettare.
Io sono, senza dubbio, la me soddisfatta di cinque anni fa.
Se mi avessero chiesto come avrei sognato di vedermi a distanza di anni, avrei risposto più o meno così.
Forse un po’ più tonica, un po’ più ricca e un po’ più bionda ok, ma sì, più o meno così.
E sebbene io mi senta ancora una 23enne in erba, il calendario quest’anno ne segna 28 ed è giunto il momento di ri-progettare e di tendere verso nuove cose.
Ci vediamo tra altri 5 anni.

3. “Due biglietti per lo spettacolo delle…”
E le chiacchiere prima dell’inizio del film. E i trailer prima dell’inizio del film. E le pubblicità prima dell’inizio del film.
E…sì ma ‘sto film inizia?
Buio in sala. Ah ecco.
PS: che qualcuno inventi i pop corn che non fanno rumore, please.

4. In screenshot we trust
Che per carità, non è che anni fa non si spettegolava allo stesso modo o con meno carica emotiva.
Non è che ci risparmiavano da un certo tipo di gossip o ci facevamo parlare dietro.
Ma in certe situazioni il tempismo conta e Ceres ci insegna che l’instant marketing è tutto. Quindi perché non screenshottare?
Soprattutto quando, dopo anni, abbiamo bisogno di portare prove documentali.

5. Alla Fiducia.
A quella che le persone hanno riposto in me, negli anni.
A quelle confidenze che moriranno insieme a me.
A quella che mi ha fatto capire il peso delle responsabilità.
A quella che ho accordato io, fidandomi di un semplice sguardo.
A quel prezioso dare-avere.
Quell’accordo tacito: io ti do fiducia, ma tu non disattenderla.
A quella che mi sono guadagnata e a quella di chi, sulla base di una sensazione, me l’ha regalata.

6. Lo shopping online.
Non disdegno mica quel camminare con così tante buste che Julia Roberts lèvati proprio, per amor del cielo.
Ma quella pratica del piacere di passare in rassegna, selezionare, mettere dentro il carrello, cambiare idea, tornare indietro, “sei sicuro di voler eliminare questo prodotto” , “oddio no“, pensarci, nel frattempo individuare altri 3 articoli, mettere dentro al carrello e alla fine aspettare il pacco…Ecco sì, quella pratica merita di stare qui.

7. Mangiare e dormire.
Ok, no. Non parlo del bisogno primordiale di farlo. Di quella legge abbastanza naturale per cui:
se non mangi –> muori.
se non dormi –> muori (gli ultimi mesi mi fanno credere il contrario, comunque)
Parlo di quella possibilità di farlo di straforo e di farlo con gusto.
Della domenica mattina in cui non hai impegni, di quando la sveglia suona ma sai che puoi spegnerla, del riposino pomeridiano che santo subito chi l’ha inventato.
Di quando mangiare non vuol dire solo nutrirsi.
Del giovedì gnocchi, delle crepes con la nutella, del sashimi, del cheesburger.
Di quelle volte che mangi anche con gli occhi.
Di quando puoi farti accompagnare da un buon vino.
Di quando sticazzi la dieta, sticazzi gli orari.

8. I compromessi, soprattutto quando a scenderci sono gli altri.
No dai, scherzo!
Ma la bellezza dei compromessi è una cosa che non mi aspettavo e che non mi sarei mai aspettata dalla me di qualche anno fa.
Di quella che pensava che il grigio fosse la risposta di chi non sapeva scegliere tra bianco il nero. Di chi non sapeva indossare il coraggio di fronte a certi bivi.
E scoprire qualche ruga dopo (tratto da una storia vera ndr) che c’è più coraggio di quanto si pensi ad accettare di scendere a compromessi con se stessi.
Crescere è anche questo.

9. Non rinuncerei mai alle foto.
A quelle istantanee, a quelle nell’album, a quelle social, agli scatti rubati, a quelle 5.263 che stanno intasando i 64gb della memoria dell’iphone, ma che hanno la straordinaria capacità di rendere presente un momento passato.
Che sanno raccontare laddove le parole non riuscirebbero.

10. Alla sensibilità.
Che non c’è un filtro di instagram che si chiama così, ma che è il modo migliore che ho per guardare la vita, la mia e quella degli altri.
E’ quella stessa sensibilità che mi rende spesso vulnerabile, un obiettivo sensibile, appunto.
Quella che ho maledetto ogni qualvolta gli occhi sono diventati lucidi quando non dovevo, quando non volevo.
Che mi fatto caricare di pesi che non erano miei quando non me lo meritavo.
Ma è la stessa che mi permettere di capire le persone, anche quelle che giocano a nascondino.
Che mi fa andare nel pozzo.
Quella che mi fa vedere dentro un paesaggio più di un tramonto, ascoltare dentro racconto più di una storia.
Quella che trasforma le lacrime in gioia e una carezza in calore.
E’ quella che fa’ di me, chi sono oggi.

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ABC del viaggiatore, il mio!

Perdendomi nei racconti dei blog che seguo, ieri mi sono piacevolmente imbattuta nell’articolo di Martinaway (blog che adoro!) che dopo aver parlato del suo, invita ognuno a raccontare del proprio ABC dei viaggi… e perché non farlo?!

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A come Amicizia. Quella consolidata viaggio dopo viaggio con gli amici di sempre. Quella nata in terre straniere e portate a casa. Custodite gelosamente e alimentate ogni giorno.
B come Bentornata. Perchè l’ho imparato sulla mia pelle, “il Viaggio perfetto è circolare: la gioia dell’andata e quella del ritorno” D. Basili
C come Cucina. Perché sono fermamente convinta che per scoprire un posto, per capire a fondo una Cultura, sia fondamentale aver voglia di conoscere anche la cucina tradizionale, locale.
D come Dettagli. Quelli che fanno la differenza, sempre. Quelli che vengo a raccontare qui sopra e che in ogni viaggio raccontano una storia.

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 E come…mmh. Come in “nomi, cose e città“…anche in questo ABC mi mette in crisi! Empoli? Ermellino?
No, ok, ce l’ho! E come Entusiasmo, quello sano, positivo, che mi fa sentire viva. Quello che mi accompagna ogni qualvolta sto su un sito per prenotare un volo, un treno e che non mi abbandona fino al rientro a casa.
F come Fuga. Per tutte le volte che viaggiare vuol dire staccare la spina. Vivere sospesi in una realtà parallela. Riacquisire la percezione dei 5 sensi.
Hike
 G come Guida. Possibilmente una Lonely planet. Ma anche tutte le recensioni e i racconti di viaggio in cui mi immergo prima della partenza.
 H come Hotel. Quelli a 4 stelle, con le colazioni che sono pranzi di nozze e che adoooooro. Ma anche tutti i B&B quelli delle colazioni homemade, degli ostelli dell’on the road in Andalusia e dei viaggi che verranno.
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I come Immortalare. In una foto, in un video. Emozionarsi riguardando un album anche dopo anni. Condividere.
L come Lista. Quella della preparazione della valigia, quella dei luoghi da vedere, quelle che amo.
M come Micaperdavvero. Il viaggio che faccio ogni giorno. La passione che si autoalimenta. Le piccole soddisfazioni, i grandi racconti.
Lo spazio dove perdermi per poi ritrovarmi.
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N come Napoli. L’ultimo viaggio del 2014, l’anno dei viaggi.
O come Odissea. Quella che ogni viaggio è solito regalarmi. Gli aneddoti divertenti, quelli che sembrano tragici e che si trasformano poi in episodi di cui ridere.
P come …Prenotiamo? La mia travel wishlist. I miei Viaggi nel cassetto. Quelli depennati e quelli che si aggiungono ogni giorno.
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Q come “Quantomanca? La domanda tormentone che rivolgevo ai miei in macchina, quando da piccola partivamo per una vacanza. Perché quell’adrenalina, quell’ansia mista a frenesia, i countdown, la voglia di arrivare, di godere del viaggio, non mi hanno mai abbandonata.
R come Roma. Per la fortuna di essere nata in questo posto che sa essere meraviglioso. Per gli anni di Storia raccontati ogni passo. Per sentirmi spesso turista nella mia città. Perché se la leggi al contrario si legge Amor..
S come Sorpresa. Quelle che mi riserva ogni viaggio. Perché ogni Viaggio è una scoperta.
T come Torino. Fino ad ora il Viaggio più lungo che ho fatto. La città che mi ha ospitato per due anni e dalla quale sono tornata piena di bagagli, pieni di tutto.
U come Ultimo viaggio. Che non è mai l’ultimo perché ce n’è sempre un altro prenotato, in cantiere. Una valigia da disfare e una da preparare di nuovo.
V come Volo. L’adrenalina di ogni tragitto ad alta quota. La possibilità di andare ovunque e lo stupore di farlo tra le nuvole.
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Z come zaino in spalla. Il Cammino di Santiago, la promessa fatta a me stessa. Il Viaggio che arriverà prima dei 30 anni.