ABC del viaggiatore, il mio!

Perdendomi nei racconti dei blog che seguo, ieri mi sono piacevolmente imbattuta nell’articolo di Martinaway (blog che adoro!) che dopo aver parlato del suo, invita ognuno a raccontare del proprio ABC dei viaggi… e perché non farlo?!

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A come Amicizia. Quella consolidata viaggio dopo viaggio con gli amici di sempre. Quella nata in terre straniere e portate a casa. Custodite gelosamente e alimentate ogni giorno.
B come Bentornata. Perchè l’ho imparato sulla mia pelle, “il Viaggio perfetto è circolare: la gioia dell’andata e quella del ritorno” D. Basili
C come Cucina. Perché sono fermamente convinta che per scoprire un posto, per capire a fondo una Cultura, sia fondamentale aver voglia di conoscere anche la cucina tradizionale, locale.
D come Dettagli. Quelli che fanno la differenza, sempre. Quelli che vengo a raccontare qui sopra e che in ogni viaggio raccontano una storia.

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 E come…mmh. Come in “nomi, cose e città“…anche in questo ABC mi mette in crisi! Empoli? Ermellino?
No, ok, ce l’ho! E come Entusiasmo, quello sano, positivo, che mi fa sentire viva. Quello che mi accompagna ogni qualvolta sto su un sito per prenotare un volo, un treno e che non mi abbandona fino al rientro a casa.
F come Fuga. Per tutte le volte che viaggiare vuol dire staccare la spina. Vivere sospesi in una realtà parallela. Riacquisire la percezione dei 5 sensi.
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 G come Guida. Possibilmente una Lonely planet. Ma anche tutte le recensioni e i racconti di viaggio in cui mi immergo prima della partenza.
 H come Hotel. Quelli a 4 stelle, con le colazioni che sono pranzi di nozze e che adoooooro. Ma anche tutti i B&B quelli delle colazioni homemade, degli ostelli dell’on the road in Andalusia e dei viaggi che verranno.
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I come Immortalare. In una foto, in un video. Emozionarsi riguardando un album anche dopo anni. Condividere.
L come Lista. Quella della preparazione della valigia, quella dei luoghi da vedere, quelle che amo.
M come Micaperdavvero. Il viaggio che faccio ogni giorno. La passione che si autoalimenta. Le piccole soddisfazioni, i grandi racconti.
Lo spazio dove perdermi per poi ritrovarmi.
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N come Napoli. L’ultimo viaggio del 2014, l’anno dei viaggi.
O come Odissea. Quella che ogni viaggio è solito regalarmi. Gli aneddoti divertenti, quelli che sembrano tragici e che si trasformano poi in episodi di cui ridere.
P come …Prenotiamo? La mia travel wishlist. I miei Viaggi nel cassetto. Quelli depennati e quelli che si aggiungono ogni giorno.
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Q come “Quantomanca? La domanda tormentone che rivolgevo ai miei in macchina, quando da piccola partivamo per una vacanza. Perché quell’adrenalina, quell’ansia mista a frenesia, i countdown, la voglia di arrivare, di godere del viaggio, non mi hanno mai abbandonata.
R come Roma. Per la fortuna di essere nata in questo posto che sa essere meraviglioso. Per gli anni di Storia raccontati ogni passo. Per sentirmi spesso turista nella mia città. Perché se la leggi al contrario si legge Amor..
S come Sorpresa. Quelle che mi riserva ogni viaggio. Perché ogni Viaggio è una scoperta.
T come Torino. Fino ad ora il Viaggio più lungo che ho fatto. La città che mi ha ospitato per due anni e dalla quale sono tornata piena di bagagli, pieni di tutto.
U come Ultimo viaggio. Che non è mai l’ultimo perché ce n’è sempre un altro prenotato, in cantiere. Una valigia da disfare e una da preparare di nuovo.
V come Volo. L’adrenalina di ogni tragitto ad alta quota. La possibilità di andare ovunque e lo stupore di farlo tra le nuvole.
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Z come zaino in spalla. Il Cammino di Santiago, la promessa fatta a me stessa. Il Viaggio che arriverà prima dei 30 anni.
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“E allora intanto andiamo, che poi per arrivare c’è sempre tempo.”

Non ricordo il momento esatto in cui ho fatto questa scoperta.
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Cioè, non ricordo a quale periodo si riferisce la presa di coscienza di una delle poche (ma ferme) certezze della mia vita: VIAGGIARE.

Così, con il verbo all’infinito. Come le volte che senza indugio salirei su un treno, un aereo o in macchina con valigia al seguito, pronta per andare in avanscoperta.

Non ricordo il momento esatto ma fin dove ho memoria…è così da sempre.
Sms e fiumi di mail prima, logoranti ma funzionali gruppi su whatsapp dopo
(con tanto di: proposta di meta / giorni ed orari di partenza ed arrivi /costi ed aggiornamenti…della serie “rompipalle sì, ma con metodo e grado di dettaglio elevatissimo“!) sono la testimonianza di questo amore incondizionato.

E il conto in banca è la prova che 9 volte su 10, vuoi per entusiasmo per curiosità o semplicemente per sfinimento, la risposta al mio “prenotiamo?”...è positiva! 

Motivo per il quale, da qui ad un mese l’agenda dice VARSAVIA – TORINO – AMSTERDAM!
Motivo per il quale…trovatemi un secondo lavoro o finirò sul lastrico! (mmm…vagabonda, perchè no?! 🙂

Ma se i viaggi in progress sono 3…molti, troppi di più, sono quelli che sogno di fare.
Così, quando qualche giorno fa ho letto che “la differenza tra un sogno ed un obiettivo, è una data” ho pensato di buttar giù questa lista dei desideri.
Che sia un supporto per pianificare e prenotare…e che sono sicura di incrementare nel tempo, ma le cui voci spero di depennare una dopo l’altra in ordine sparso.

Insomma… Prenotiamo?! 🙂

1. Giappone – durante la fioritura dei ciliegi
2. Avenue Verte (ovvero: Parigi-Londra in bici)
3. Paesi Baschi on the road
4. Thailandia
5. Grecia in motorino (memo: ricordati che ancora non lo sai portare. Ok facciamo in quad)
6. Rio de Janeiro – possibilmente durante il carnevale
7. Partecipare alle prossime Olimpiadi
8. Guardare da vicino un canguro, in Australia
9. Coast to Coast in U.S.A
10. Tornare a Parigi per la 4° volta
11. Feria de April a Siviglia
12. Visitare le 5 regioni di Italia ancora mai viste (quindi la Basilicata esiste sul serio?)
13. Cipro (e dare un volto ai racconti di Silvia)
14. Amsterdam (28-30 Novembre…arrivo)
15. Finire il mio on the road in Sicilia
16. Capodanno in un posto qualsiasi della Spagna o del Portogallo e mangiare 12 chicchi d’uva
17. Istanbul
18. Fare un hammam a Marrakech
19. Tornare a Londra
20. Varsavia (18-20 Ottobre…manca poco)
21. Nuotare con i delfini a Malta
22. Cammino di Santiago
23. Vedere un esemplare di Beluga in Canada
24. Mangiare un piatto di amatriciana ad Amatrice
25. Oslo
26. Salire sulla statua della libertà
27. India – zaino in spalla
28. Mangiare un fritto misto piemontese (2 anni a Torino…che vergogna!)
29. Cascate del Niagara
30. Visitare tutti le nazioni europee
31. Corsica on the road
32. Pompei ed Ercolano
33. Ninfa a Latina (quasi, quasi domani…)
34. Tornare a San Pietroburgo durante le notti bianche
35. Ivrea durante la battaglia delle arance (e dare una soddisfazione a Filippo)
36. Weekend tra i colli umbri
37. Guardare una partita di NBA al Madison (Memli questa è colpa/merito tuo)
38. Portogallo on the road
39. Tornare a Barcellona e godermela.
40. Napoli sotterranea (quando Max?)
41. Assistere ad un musical a Broadway – Il Re Leone?
42. Visitare l’ultima villa di Tivoli che non ho ancora visto
43. Pennabilli per il buskers festival
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4. Tornare a Monaco per l’oktoberfest (e non una settimana dopo)
45. Costiera amalfitana
46. Normandia (e dare un volto ai racconti di Gerry)
47. Andare in crociera
46. Tour della Turchia in caicco
47. Tornare in Malawi
48. Mangiare cibo cinese in Cina
49. Visitare il Moma
50. Scozia
51. Dublino durante il S. Patrick’ day
52. Fare un interrail
53. Visitare Praga
54. Andare a Trieste
55. Arrivare in Svizzera con il Bernina Express (ovvero: il trenino rosso)
56. Partire sola per un Viaggio
57. Vedere l’aurora boreale
58. Fare un viaggio in autostop
59. Andare in Messico
60. Venezia durante il redentore
61. Copenaghen
62. Visitare tutti e 5 i Continenti
63. Sri-Lanka
64. Fare un viaggio in moto
65. Kenya
66. Guardare una piramide da molto vicino
67. Polinesia (con tanto di tatau)
68. Cous Cous Festival a San Vito Lo Capo
69. Bere rum cubano a Cuba
70. Sperimentare la cucina libanese in Libano
71. Giro delle 7 chiese a Roma
72. Isola del Giglio
73. Dormire in un motel negli Stati Uniti
74. Tornare in Salento per la notte della taranta
75. Taormina
76. Tour delle Cicladi
77. Salire sull’ Orient express
78. Completare la Transiberiana
79. Svegliarmi a Singapore
80. Tornare a Cordoba
81. Rotterdam
82. Nuova Zelanda
83. Andare a trovare Gianni in Canada
84. …..Continuare ad avere tutto questo entusiasmo e non smettere mai di aver voglia di viaggiare…
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Il mio viaggio #overtherules con Andrea Cavallo Perin

Immaginate di avere una pentola a pressione con dentro dei colori. Bene, fatela esplodere.
Avete davanti a voi l’immagine?

Ecco, questa è stata la sensazione che ho provato quando ho chiuso la telefonata con Andrea Cavallo Perin.
Una carica di adrenalina. Tanti aneddoti e molti episodi.
Caos disordinato.
Uno scambio di idee e un mucchio di curiosità ancora da esaudire.

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Ma chi è Andrea? è lui.
(Ci sono quelle volte in cui i link possono essere trascurati. Ecco, non è questo il caso: cliccate prima di continuare a leggere!)

15 giorni.
Da Torino fino a Messina , dove ha passato volutamente la notte in spiaggia.
Ma questo l’ho scoperto alla fine. Partiamo dall’inizio.

7 Agosto la condivisione di quel video sulla bacheca di un’amica comune.
Il suo viaggio e la mia curiosità.
Passiamo per facebook. Ti va di raccontarmelo? Certo, sentiamoci al telefono.

Un botta e risposta di presentazioni velocissimo e Andrea inizia a raccontarmi, a raccontarsi.

La cosa bella è che non c’è bisogno di rompere il ghiaccio. Entriamo subito in sintonia.
E lui entra subito nel vivo.
Era di ritorno da una riunione di lavoro “incontro un ragazzo, 20 anni, in autostop tenta di raggiungere la fidanzata che non vede da 8 mesi. Non vado in quella direzione e il passaggio che posso dargli rischia di rendere il suo viaggio ancora più difficoltoso. Sono le 20:00 passate, c’è un’alta probabilità che resti la notte fuori. Così gli offro ospitalità promettendogli un passaggio l’indomani”.

Andata.
Il ragazzo dall’accento simpatico, sale in macchina.

“Passiamo una serata bellissima” mi dice.
Il giorno dopo, quando arriva il momento di separarsi, Andrea prova una sensazione pazzesca, sente di aver fatto parte di un Viaggio, di qualcosa di grande.

Questo pensiero così pazzesco e così intenso, genera però un vuoto.
Ed è proprio questo a trasformarsi in uno stimolo: non riesce ad accontentarsi di quel briciolo di felicità.

Questo binomio di sentimenti contrastanti gli fa compagnia durante il Cammino di Santiago, (che sta facendo in più tranche), tanto da fargli buttar giù la bozza del video.
(L’avevo detto io che dovevate cliccare!)
E sì, è tra quei sentieri che nasce il più bell’esperimento di interazione sociale al quale io abbia mai assisistito.
E non solo io.

18.000 visualizzazioni in meno di un mese.

17 Agosto. Si Parte.

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E il plurale non è maiestatis.
Si parte, partiamo tutti insieme.
Questa esperienza è stata possibile grazie a chi ha deciso di sentirsi parte integrante di questo viaggio.

“Avrei potuto girare semplicemente l’italia in autostop. Ma non sarebbe stato lo stesso.
Quello che desideravo era permettere a più persone possibile di provare la stessa sensazione che avevo provato qualche mese prima.

E così è stato.
Questo viaggio Andrea lo ha fatto insieme a migliaia di persone.
Insieme a chi ha trasformato il like di facebook in un passaggio, i commenti in un pasto frugale e chi ha condiviso offrendo un letto o alla peggio un divano.
Insieme a me che lo sto raccontando, a voi che state leggendo.

Cerco di placare la mia curiosità, ma sento che stanno per partire le mie domande a raffica.

Hai mai avuto ripensamenti?
“mai, e non appena pensavo ad eventuali ostacoli, l’entusiasmo e il supporto di tutte le persone che mi hanno incoraggiato, era sufficiente per rafforzare le mie convinzioni”

Tanti posti, tante persone. Senza pensarci, dimmi la prima tappa che ti viene in mente.
…non riesco, penso a dirtene una ma mi viene subito in mente quella prima o quella dopo…”

Non demordo.
“Ok, se devo scegliere Napoli. Le persone, la città.. ti prende, ti trasporta, ti porta via.”
Come dargli torto.

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Photo Courtesy: Lorenzo Franco

Continuo chiedendogli se l’itinerario seguito fosse già pianificato da casa
Mi dice di no, che ha fatto scegliere alle persone che lo hanno supportato. Che ha scelto in base alle proposte arrivate di volta in volta.

Con un video-buongiorno e senza sapere dove andrà.
E’ così che inizia ogni giornata.

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Ho letto su fb che qualcuno non ha capito lo scopo di ciò che hai fatto. Scrivono che volevi semplicemente farti una vacanza a zero spese…
A chi ha criticato a prescindere, ho cercato di spiegare almeno una volta – almeno una – il perché di questo progetto.
Così è stato insegnato a me: ad ascoltare prima di giudicare. Ma è così, non si può piacere a tutti.

Le parole continuano a scorrere.
Andrea mi racconta un mucchio di cose.
Mi dice che è rimasto sorpreso dal fatto che la maggior parte del supporto è arrivato da ragazzi della nostra età.
Mi racconta dell’esperienza a Campo Martio dove un gruppo di ragazzi si ritrova ogni anno per una rievocazione storica.
“nessuno può portare nessun tipo di tecnologia. Stavolta è stata fatta un’eccezione solo per me. Si da vita ai secoli passati.

Poi mi spiega che ha ricevuto un passaggio da un responsabile marketing di Yoox “una persona molto precisa, rigorosa. Ed io nel lavoro sono così.”
E’ a questo punto infatti, che mi dice che ogni persona che ha incontrato, ha saputo tirar fuori un aspetto diverso del suo carattere.
Che ha incontrato persone molto diverse, che ha accettato il passaggio di Francesco “abbiamo rischiato la vita 3 volte in 30 kmho perso 10 anni di vita!”

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Parliamo di Ascoli, del fatto che inizialmente non avrebbe saputo dove appoggiarsi e che non sarebbe stato un problema dormire fuori. Che poi ha incontrato chi gli ha sapientemente fatto apprezzare il fascino inaspettato di questa città.

Presto monterà un video con queste immagini ed io, non vedo l’ora di vederlo.

Alessia, Lorenzo, Francesco, Jeka, Federico…e quanti nomi poter fare ancora.
Questo di cui avete appena preso parte, è stato il loro viaggio e di tutti coloro che nella vita vogliono sentirsi e vivono #overtherules.
Il viaggio di chi lo ha tatuato, ma anche di tutti quelli che hanno risposto ad una richiesta per decidere come tatuarlo.
Per questo la scritta è rivolta verso l’esterno “perchè tutti possano leggere, perchè l’esperienza è di tutti”

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Tattoo realizzato da Jhon Tatto Studio

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E’ arrivato anche per noi il momento dei saluti.
Ringrazio Andrea. Lui fa altrettanto con me.
Con un sentito e reciproco in bocca al lupo ci diamo appuntamento a Torino.

E’ stata la nostra parte di Viaggio insieme.
Ed ora che ve l’ho raccontato, è senza dubbio anche un pò vostro.

“Perché proprio in Russia?”

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Fino a qualche giorno fa la risposta a questa domanda era semplicemente il frutto di una sensazione. 

Oggi è qualcosa di più di un istinto e qualche diario di viaggio.

Oggi è l’imponenza di Mosca a salire sul palco e a spiegare il perché.

Dici imponente e pensi a monumenti massicci, grattacieli importanti, opere grandiose.
No, c’è di più.

Strade enormi, una Piazza Rossa così grande da fare spavento, centri commerciali che sembrano videogiochi.
Si, ma c’è di più.

L’imponenza di Grande Madre Russia.
Di un paese che sa di essere il più esteso al mondo e che non perde occasione per ricordartelo.
Una città che non si scomoda a parlare inglese (figuriamoci Italiano), fortemente radicata al cirillico, perpetuato ovunque.

Ma se il primo giorno ti senti perso, se alla prima corsa metro non sai in che direzione stai andando nell’odissea sotterranea che ti si palesa davanti dove nessuna indicazione appare chiara (nessuna)

La realtà è che basta far passare qualche ora, beneficiare del dovuto riposo e abbandonare le reticenze europee…per accorgerti che la metro di Mosca non è un campo minato con sole scritte nemiche, ma un museo sotterraneo capace di stupirti ad ogni fermata (oltre che in grado di portarti ovunque)

Che il mare è lontano ma ci sono mille modi per far vivere l’estate. 
Mosca è tanto, infinito verde ad ogni angolo della città e la possibilità di beneficiare di svariate pause relax tra una decina di km e l’altra.

È Park Kultury, per il giorno e via Arbat per la sera dove un pullman fatto pub diventa il posto più caratteristico per brindare con due birre e vivere il Sabato sera Russo.

È cibo non troppo invitante e un Cremlino meno entusiasmante di quello che immaginavo…
È pantalone rosso, abbinato a maglietta celeste e sandalo arancione (insomma, una moda non proprio all’avanguardia)
È una città dove le sigarette si vendono a 50 rubli (pari ad un euro) ma nascoste dietro ad un telo quasi fosse contrabbando.

È la sensazione che si tratti di una città non facile da capire e dove difficilmente lasci il cuore con un breve city-break…ma questa mia Mosca è pura serenità, lunghe camminate, giornate senza orari e intense riflessioni.

Quello che cercavo, di cui avevo bisogno.

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