Quando ad un caffè, non puoi chiedere di più.

Adoro questo posto.
È stato un colpo di fulmine quando, per la prima volta l’ho visto a Parigi ed è amore ogni volta che lo incontro.

Le pain quotidien.
È un franchising, ma non sembra.
Ogni posto appare come unico a sè, autentico.
Un’atmosfera non riproducibile altrove.

IMG_1858-0.JPG

Ma non è per l’arredamento curato nel dettaglio o per le zollette di zucchero di canna grezzo (adooooro) che voglio raccontare di questo caffè e del perché è stato così tanto intenso.

Non solo, almeno.

Il motivo ha un nome, Ivan (con l’accento sulla I, ci tiene).
Russo, francese di adozione.

Vive a Marsiglia, che mi conferma essere una delle città più pericolose d’Europa, è lì per un dottorato in Medicina.
Inizia così la nostra chiacchierata… e finiamo con l’attraversare la Russia, ci spostiamo in Europa e mi racconta dei suoi viaggi di lavoro negli States.

IMG_1867-0.JPG</a

IMG_1861.JPG

Ci sentiamo entrambi cittadini del mondo, e quando gli chiedo di indicarmi un posto dove mangiare cucina tipica Russa “perché nel mio modo di viaggiare, per capire veramente un posto, bisogna provare tutto…specialmente il cibo” lui dice essere pienamente d’accordo.

Il caffè si trasforma in un viaggio, in Francia ci invita a Grenoble e noi ricambiamo offrendogli ospitalità a Roma.
Ci spostiamo a Barcellona e Francesca gli spiega perché non le è piaciuta e del perché l’ha vissuta come una triste viaggiatrice.

IMG_1864.JPG
Ci spiega come mai Marsiglia è una città pericolosa, gli racconto che ho visto molti posti in Spagna e che adoro ogni suo angolo.
Ci racconta della tradizione del suo paese, quando in inverno si fa il bagno a -40 gradi: “si fa un piccolo buco nel mare ghiacciato e ci si immerge per 3 volte”
Parliamo dei vini francesi, della Carbonara e dell’Amatriciana.
Ci racconta che una buona vodka deve produrre almeno 3 effetti per essere considerata tale: deve far venir voglia di cantare, di distruggere il mondo e di non dormire.
(ci è successo anche con il peggiore alcool comprato ad un discount, ma questo non glielo diciamo)

Piuttosto gli raccontiamo del nostro lavoro, gli chiediamo di insegnarci qualche parola in Russo e ci spiega alcune cose dell’alfabeto cirillico.

IMG_1862.JPG

IMG_1869.JPG

Con molta fatica decidiamo di alzarci e abbandonare questo angolo di felicità per iniziare una lunga, infinita passeggiata nei vicoli San Pietroburghesi.
La città si lascia conoscere, maciniamo km e non ce ne accorgiamo. Continuano i racconti e…avete presente quando vi ho detto che gli ho chiesto dove poter mangiare una buona cucina Russa?
Ecco, è finita che stasera sarà Amatriciana home made per tutti.
Ma questa, è un’altra storia.

IMG_1863.JPG</a

IMG_1866.JPG

Annunci

2 thoughts on “Quando ad un caffè, non puoi chiedere di più.

  1. Sembrava di essere seduto con voi ad ascoltare, con lo sguardo assorto nei racconti di vita, ma presto rapito dalla vita che corre oltre la vetrina.
    Di certo ne vorremmo sapere di più di Barcellona, Marsiglia, States e tradizioni russe, ma non ci lamentiamo con la nostra corrispondente dalla Russia.
    In fondo certi momenti sono di inenarrabile umanità.
    P.S. Com’è venuta l’Amatriciana??

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...