“spassiba” San Pietroburgo

“Quando anche il viaggio, fa parte del Viaggio”

IMG_1900.JPG
Questo ho pensato una volta salita sul treno Mosca – San Pietroburgo.

E avevo ragione.

Cuffie nell’orecchio e sguardo fisso al finestrino (ok lo ammetto, eccezione fatta per un pranzo veloce e qualche sbadiglio)
Ma è così che ho attraversato la Russia.
Ed è con questa pace interiore che San Pietroburgo mi ha accolta.

IMG_1899-0.JPG
La Venezia del Nord. Così la chiamano.
Ma io non credo possa essere qualche canale a rendere simili due città così profondamente diverse.
Una cosa peró hanno di certo in comune: la capacità di conquistare.

IMG_1805.JPG

E non è stato l’Ermitage con il suo Palazzo d’Inverno a stregarmi.
E nemmeno aver fatto la crociera notturna sulla Neva assistendo all’apertura dei ponti uno dopo l’altro.
Suggestivi entrambi ma entrambi nella lista dei “TO DO ” che ogni buon turista, o presunto tale, stila da casa prima di avventurarsi.

IMG_1875.JPG

Piuttosto è tutto quello che non mi aspettavo di vedere, di provare che ha reso questo viaggio così pazzesco.

Perchè pazzesca è l’emozione che non credevo e che invece ho provato nel poter entrare dentro casa di Dostoevskij dove tutto è ancora come lui l’ha lasciato e dove il tempo sembra essersi fermato.

IMG_1907.PNG
Pazzesco è stato passeggiare per la sua Prospettiva Nievsky, quella descritta nei suoi libri, quella dove i negozi sono aperti 24ore al giorno, quella che il giovedì è semi deserta e il venerdì si trasforma in un circo.

IMG_1813.JPG

San Pietroburgo è alzare gli occhi verso il cielo alle 22:30 e non stupirsi se il sole non è ancora tramontato.

È camminare nella sfarzosità, e trovare la Povertà dietro l’angolo in un mercato improvvisato, timido e spontaneo.

IMG_1895.JPG

È stato il coronamento di un sogno: trovarmi davanti l’accademia di Danza Vaganova e pensare di poter camminare sopra lo stesso pezzetto di pavimento delle più grandi etoile al mondo (Svetlana Zacharova così…tanto per dire!) e di poter assistere ad un loro balletto al Teatro Mariinsky.

IMG_1937.JPG

Ma soprattutto la mia San Pietroburgo non puó non essere l’incontro con Ivan e le ultime 48 ore trascorse insieme a lui.
Dottorando in matematica, il suo passaporto racconta del suo trasferimento dalla Russia a Marsiglia, del suo rientro a casa una volta in 3 anni e della storia a distanza con una ragazza di Praga.

Ma sono le sue parole, nelle 3 lingue che parla, a raccontare molto di più sui suoi viaggi e a regalarmi una Russia autentica, intensa, colorata.

Con lui sperimento la cucina tipica in un ristorante chiamato Atmosfera.
Nessun nome fu mai più azzeccato: musica, colori e sapori perfettamente mescolati tra loro.
Ma, cosa ancora più sconcertante, è per lui che mi ritrovo davanti ai fornelli con pancetta, cipolla e pomodorini a preparare un piatto di Amatriciana. In Russia.

IMG_1904.JPG

Credo sia venuta bene, perché decide di fare da Cicerone e ci accompagna un pó ovunque.
Ovunque sia concesso camminare, è così che i piedi iniziano ad andare mentre i nostri racconti ci conducono da una città all’altra del mondo.

IMG_1901.JPG
Degustiamo 3 tipi diversi di Vodka (vuodka) accompagnati da 3 diverse specialità culinarie.
Ma mi dice che la vera bevanda tipica russa è un’altra e che non si può andare via senza averla provata.

Gli dico che mi fido ciecamente.
È così che ci ritroviamo, incantati dallo spettacolo che abbiamo di fronte, a sorseggiare una gelida Kvass, bevanda a base di pane mai incontrata prima dal mio palato e così tanto familiare per il suo.

IMG_1947.JPG

Non bastano delle parole, scritte, raccontate, ascoltate o anche solo bisbigliate.
Non riescono delle foto.
E non ci riesco forse nemmeno io a spiegarlo quel brivido che questa città che così tanto bramavo e sognavo di vedere, mi ha lasciato sulla pelle e nei ricordi.

Su una panchina a Londra c’è scritto “Everybody needs a place to think”.
Ecco, San Pietroburgo è quel posto.
Il mio.

IMG_1896.JPG

IMG_1804.JPG

IMG_1935-0.JPG

IMG_1903.JPG

Annunci

Quando ad un caffè, non puoi chiedere di più.

Adoro questo posto.
È stato un colpo di fulmine quando, per la prima volta l’ho visto a Parigi ed è amore ogni volta che lo incontro.

Le pain quotidien.
È un franchising, ma non sembra.
Ogni posto appare come unico a sè, autentico.
Un’atmosfera non riproducibile altrove.

IMG_1858-0.JPG

Ma non è per l’arredamento curato nel dettaglio o per le zollette di zucchero di canna grezzo (adooooro) che voglio raccontare di questo caffè e del perché è stato così tanto intenso.

Non solo, almeno.

Il motivo ha un nome, Ivan (con l’accento sulla I, ci tiene).
Russo, francese di adozione.

Vive a Marsiglia, che mi conferma essere una delle città più pericolose d’Europa, è lì per un dottorato in Medicina.
Inizia così la nostra chiacchierata… e finiamo con l’attraversare la Russia, ci spostiamo in Europa e mi racconta dei suoi viaggi di lavoro negli States.

IMG_1867-0.JPG</a

IMG_1861.JPG

Ci sentiamo entrambi cittadini del mondo, e quando gli chiedo di indicarmi un posto dove mangiare cucina tipica Russa “perché nel mio modo di viaggiare, per capire veramente un posto, bisogna provare tutto…specialmente il cibo” lui dice essere pienamente d’accordo.

Il caffè si trasforma in un viaggio, in Francia ci invita a Grenoble e noi ricambiamo offrendogli ospitalità a Roma.
Ci spostiamo a Barcellona e Francesca gli spiega perché non le è piaciuta e del perché l’ha vissuta come una triste viaggiatrice.

IMG_1864.JPG
Ci spiega come mai Marsiglia è una città pericolosa, gli racconto che ho visto molti posti in Spagna e che adoro ogni suo angolo.
Ci racconta della tradizione del suo paese, quando in inverno si fa il bagno a -40 gradi: “si fa un piccolo buco nel mare ghiacciato e ci si immerge per 3 volte”
Parliamo dei vini francesi, della Carbonara e dell’Amatriciana.
Ci racconta che una buona vodka deve produrre almeno 3 effetti per essere considerata tale: deve far venir voglia di cantare, di distruggere il mondo e di non dormire.
(ci è successo anche con il peggiore alcool comprato ad un discount, ma questo non glielo diciamo)

Piuttosto gli raccontiamo del nostro lavoro, gli chiediamo di insegnarci qualche parola in Russo e ci spiega alcune cose dell’alfabeto cirillico.

IMG_1862.JPG

IMG_1869.JPG

Con molta fatica decidiamo di alzarci e abbandonare questo angolo di felicità per iniziare una lunga, infinita passeggiata nei vicoli San Pietroburghesi.
La città si lascia conoscere, maciniamo km e non ce ne accorgiamo. Continuano i racconti e…avete presente quando vi ho detto che gli ho chiesto dove poter mangiare una buona cucina Russa?
Ecco, è finita che stasera sarà Amatriciana home made per tutti.
Ma questa, è un’altra storia.

IMG_1863.JPG</a

IMG_1866.JPG

ATTO I – Mica per davvero…

IMG_1622-0.JPG
E invece sì, per davvero.

Sarà questo lo spazio dove andranno a finire pensieri disordinati, le decisioni rigorose e quelle apparentemente tali, i lo sapevi che condivisi con le amiche di sempre, le ambizioni quotidiane e quelle che fanno capolino dal cassetto con puntuale ricorrenza. Quelle dei prima o poi.

Sarà questo lo spazio del copy-left, perchè continui a vivere il diritto d’autore ma si diffonda sempre di più la condivisione, libera, di idee, di novità, di caffè (e di posti dove andarli a prendere)
Questo qui sarà il posto dove continueranno a vivere le passioni per i viaggi, per gli eventi, quelli grandi e di lavoro ma anche quelli quotidiani, il sale delle giornate.

Sarà qui che racconterò dei fuori porta, delle andate e ritorno in giornata, dei viaggi a lungo raggio e di quelli ancora da pianificare.

Sarà qui che proverò a perdermi, per poi ritrovarmi.
E’ qui che lo voglio fare…per davvero.

IMG_1623-0.JPG

IMG_1618-0.JPG